A 81 anni si è risposato, balla il tango e salta la cena. E la carne, due volte l’anno. Questo è il professor Franco Berrino, lo scienziato col papillon sempre sorridente, magro e dalla voce pacata.
Per oltre quarant’anni ha lavorato presso l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, dirigendo il Dipartimento di Medicina Preventiva e Predittiva e conducendo studi dedicati ai fattori che influenzano l’insorgenza dei tumori e delle principali malattie croniche.
Per vivere a lungo serve un’alimentazione prevalentemente vegetale e basata su cibi integrali e poco processati, contribuendo così a ridurre l’infiammazione e a regolare i principali sistemi metabolici.
La limitazione di zuccheri, farine raffinate e prodotti ultraprocessati rappresenta un elemento essenziale nella prevenzione di obesità, diabete, patologie cardiovascolari e diverse forme tumorali.
A ciò si aggiunga il rapporto diretto con la natura, una vita dinamica e la frequentazione di persone care, che alleviano lo stress e allentano le tensioni quotidiane.
Attraverso libri, conferenze, corsi e attività educative continua a lavorare per favorire una cultura della salute fondata su scelte consapevoli, su una corretta informazione scientifica e su un modello di vita che favorisca longevità, vitalità ed equilibrio.
“Il segreto per una longevità sana è stare in armonia con se stessi e condurre una vita il più naturale possibile” mi ha detto il professore, incontrato al convegno Salus al Senato.
Ricordo che ha coordinato e partecipato a numerosi progetti di ricerca nazionali e internazionali, tra cui EPIC, EUROCARE, ORDET, DIANA e MeMeMe.
Progetti che hanno apportato contributi significativi alla comprensione dei meccanismi attraverso cui i nostri comportamenti quotidiani influenzano il rischio di malattia.
E’ sempre un onore stringere la mano a persone che hanno dedicato la loro vita a far star meglio gli altri, confermando il senso di utilità della comunità scientifica.
